L’inaspettato invito della Signora Franceschina

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Ciao a tutti, mi chiamo Simone e ho 27 anni, da poco mi sono trasferito a Padova per via del lavoro. Voglio raccontare la storia di passione che ho vissuto con la mia vicina di casa, la Signora Franceschina: una donna di 55 anni, snella ma con un seno davvero generoso, che metteva spesso in mostra. Le piaceva mettere in mostra anche le sue lunghe gambe con gonnellini o vestitini parecchio corti. Insomma, era davvero una bellissima donna, ma molto sola e annoiata.

Successe un normale giovedì pomeriggio di inizio marzo. L'aria stava iniziando a scaldarsi e i pollini degli alberi esplodevano provocando fastidiose allergie. Io, vista la bella giornata, avevo messo a lavare dei panni in lavatrice. Appena finita, mi son diretto verso il balcone del mio appartamento a stenderli. Mentre stendevo i calzini spaiati, dal balcone dell'appartamento affianco si affaccia una signora. Io la guardo e lei mi guarda, così le faccio un sorriso di cortesia. È una signora sulla cinquantina circa, molto bella. Ha un fisico snello, ma con due belle tettone che metterebbero in imbarazzo chiunque se le trovasse davanti. Indossa un vestitino da casa a fiori, corto, così da mettere in mostra le sue belle e lunghe gambe. Il vestitino è molto scollato, infatti si vede benissimo il seno prosperoso. Indossa anche uno scialle sulle spalle, perchè non è ancora così caldo, su cui ricadono i suoi lunghi capelli castani.

Dopo averla squadrata un po' mi rimetto a stendere e lei, intanto, si accende una sigaretta, aspirandone il fumo. Poco prima che riprendessi la bacinella che conteneva i panni e rientrassi in casa, sento dirmi: «Ti sei trasferito qui da poco, vero?» Le rispondo di sì, da circa un paio di settimane. Lei mi chiede come mai e io le rispondo: «Per via del lavoro, io in realtà sono originario di giù.»

Lei dice che anche il suo unico figlio si è trasferito a Milano da qualche mese per studiare e che da allora si sente molto sola, anche perché il suo caro marito era venuto a mancare tanti anni prima. Mi dice anche che ha messo in affitto la camera del figlio e che sta cercando una ragazza, possibilmente studentessa, così da avere un po' di compagnia in casa. Le rispondo che mi dispiace che si senta sola e mentre sto per varcare la porta finestra per rientrare in casa, augurandole una buona giornata, mi ferma chiedendomi: «Ti andrebbe un caffé qui da me?»

All'inizio ero un po' titubante perché, anche se molto bella, non avevo niente in comune con una signora di 50 anni che avrebbe potuto essere mia madre. Comunque, visto che il pomeriggio si prospettava noioso anche per me, ho deciso di accettare quel caffé. Le rispondo: «Certo, mi dia 5 minuti e arrivo.»

Corro in bagno a farmi una doccia velocissima, che non si sa mai, metto una maglietta pulita e dei jeans ed esco di casa. Suono il campanello e lei mi apre il portone con un grande sorriso. Mi dice: «Prego tesoro, accomodati pure, la cucina è da questa parte.» Chiudo il portone e mentre la seguo in cucina noto che si muove in modo molto sensuale e, oltre a delle belle tettone, ha un bel culone succoso che ondeggia sotto il tessuto leggero del vestitino.

Arrivati in cucina mi fa accomodare su una sedia mentre lei, di spalle, prepara il caffé. Io non riesco a staccare gli occhi dal suo corpo, o meglio dal suo culo, sono come ipnotizzato. Si gira per chiedermi quanti cucchiaini di zucchero volessi e mi trova un po' impreparato, le rispondo: «Ehm… come scusi?» perché non avevo assolutamente sentito la domanda.

Lei fa un mezzo sorrisetto compiaciuto come se si fosse accorta che le stavo fissando il culo, poi me lo richiede e le rispondo: «Due, grazie.»

Mentre porta le due tazzine al tavolo mi accorgo che non indossa nessun reggiseno perché dal tessuto del vestitino si intravedono due bei capezzoloni turgidi. In quel momento qualcosa in me inizia un po' ad agitarsi e sento il mio cazzo indurirsi. Cerco di darmi una calmata e iniziamo a parlare del più e del meno: mi racconta in modo dettagliato del figlio che è andato via di casa e del suo grande amore, Eugenio, venuto a mancare tanti anni fa. Mentre parla però appoggia spesso il suo grosso seno sul tavolo come per metterlo ancora di più in mostra ed io non posso fare a meno di guardarlo. Lei lo nota e, mentre con le sue dita affusolate si accarezza con nonchalance la scollatura, mi chiede: «Un bel ragazzo come te ha la fidanzatina?»

Le rispondo che io e la mia ragazza storica abbiamo chiuso la relazione poco prima che mi trasferissi qui a Padova. Lei mi chiede come mai fosse finita e io le rispondo che avevamo ormai molti problemi, tra cui il fatto che non scopassimo da quasi un anno. Mi risponde che lei e suo marito, anche dopo 20 anni di matrimonio e un figlio, non avevano mai avuto problemi a letto. Suo marito era del sud, proprio come me, ed era un tipo molto focoso. Dopo avermi detto questo mi fa una domanda che non mi aspettavo: «E tu Simone? Sei focoso a letto?»

Io stavo bevendo l'ultimo sorso di caffé e per poco non mi strozzo. Le rispondo che all'inizio della relazione con la mia ex non riuscivamo a toglierci le mani di dosso ma poi, col passare del tempo, la voglia e il desiderio si sono un po' affievoliti. In quel momento non le ho detto che avevo il cazzo duro da quando ero entrato in casa sua e avevo visto il suo corpo muoversi in quel modo così sensuale.

Dopo averle risposto lei si alza dalla sedia, aggira il tavolo e viene verso di me guardandomi dritto negli occhi. Sposta la mia tazzina e si siede sul tavolo, proprio davanti a me. Il suo vestitino, diventato ancora più corto dopo essersi seduta, rivela delle cosce lisce e vellutate. Sento il profumo inebriante della sua pelle. Ci guardiamo sempre negli occhi, quando ad un tratto dice: «Sai Simone, sono una donna molto sola e annoiata, ti andrebbe di tenermi un po' di compagnia e farmi divertire?» mentre allarga le cosce e mi mostra le sue mutandine bianche in pizzo.

Io mi sento la gola secca e non riesco a parlare. Sono scioccato ma anche molto arrapato. Lei, abbassando lo sguardo, si accorge di questa mia eccitazione e, togliendosi l'infradito, alza il piedino fino ad appoggiarlo sul mio cazzo. Me lo accarezza un po' e diventa sempre più grande e duro, ormai mi preme sui jeans e inizia a farmi male. Ritira il piedino e mentre scende dal tavolo dice ridendo: «Sapevo che eri un tipo focoso.»

Mi prende per mano per farmi alzare dalla sedia e si abbassa davanti a me. Con le sue dita affusolate mi sbottona i jeans e abbassa i boxer, tirando fuori il mio cazzo che ormai non ce la faceva più ad essere compresso tra i tessuti dei boxer e jeans. Lo prende in mano e dice: «Hai un bel cazzo Simone, è davvero grosso.»

Io sono super arrapato e le rispondo con un grazie sussurrato. Lei inizia a prenderlo in bocca, me lo succhia con tale avidità da far pensare che non veda un cazzo da anni. Abbasso lo sguardo per guardare come lo prende e vedo la scollatura delle sue tettone. Sono le tette più enormi che abbia mai visto e mi immagino di affondarci il viso e il cazzo, di toccarle e succhiarle. Intanto la sua lingua calda e umida schiocca intorno alla cappella, la succhia, poi prende tutto il cazzo fino in gola, quasi si soffoca. Continua così per un po' ed io non ci capisco più niente, mi sto godendo completamente quel superpompino.

Poco dopo esplodo come un idrante dentro la sua calda e accogliente bocca, lei ingoia soddisfatta la mia sborra fino all'ultima goccia. Le dico che mai nessuna ragazza mi aveva fatto un pompino del genere e ridendo mi risponde: «Grazie tesoro, ho anni di esperienza alle spalle.»

Mentre mi tiro su boxer e jeans lei dice: «Ora dovresti andare via, tra pochi minuti ho un appuntamento con una ragazza per farle vedere la stanza.»

Io sono ancora un po' stordito a causa di tutta la situazione appena vissuta, ma annuisco e mi dirigo verso l'uscita. Apro il portone e la signora Franceschina mi dice: «Grazie Simone, era da tanto tempo che non mi divertivo così» mentre mi fa l'occhiolino. Le rispondo che quando vuole divertirsi io sono sempre disponibile. Lei ride e mi chiude il portone alle spalle.

Mentre ritorno verso il mio appartamento vedo uscire dall'ascensore una ragazza con una massa di capelli biondi e ricci e un fisico da paura, indossa dei pantaloncini di jeans molto corti e una maglia molto attillata. Faccio finta di nulla ma arrivato davanti al portone di casa fingo di cercare le chiavi nelle tasche dei jeans per aspettare che mi superi e guardarla meglio da dietro, e appena mi accorgo che mi è passata alle spalle mi giro: è davvero una bella figa.

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